100 film: Mereghetti, Brunetta, Peter von Bagh e lo storico De Luna



Per Paolo Mereghetti «Non è una lista tarantiniana anche se accanto ai grandi classici c'è spazio per alcuni film anomali e anche di genere». Nella lista per esempio è a suo avviso importante trovare rarità come “La città dolente” di Bonnard sulla vicenda degli esuli istriani, “Febbre di vivere” di Claudio Gora o “La famiglia Passaguai” di Fabrizi sulla gita domenicale al mare di una famiglia proletaria romana o “Una donna libera di Cottafavi, «autentico film brechtiano», come lo definisce Mereghetti. Inevitabili gli esclusi:non c'è “Noi due soli” con Walter Chiari, o “Il grido della terra” sul viaggio degli ebrei italiani verso la Palestina, sottolinea Mereghetti. Per lo storico del cinema Gian Piero Brunetta mancano i western di Sergio Leone con i loro richiami rivoluzionari così presenti nella società italiana di allora, quando vennero realizzati.
Per lo storico Giovanni De Luna, che insegna all’Università di Torino «Il ruolo del cinema è strategico per spiegare la storia contemporanmea alle nuove generazioni».
A giudizio di Peter von Bagh, saggista e direttore della rassegna 'Il cinema ritrovato', solo la Francia è maestra nella diffusione del cinema a livello scolastico. E soprattutto è necessario che questi film vengano fruiti in sala, non in dvd. Tutta femminile la sommessa contestazione di Grazia Volpi, produttrice, a giudizio della quale manca nella selezione il punto di vista delle donne, a cominciare dalla Cavani per arrivare a I basilischi di Lina Wertmuller, film che anche il Direttore della Cineteca Nazionale Sergio Toffetti è dispiaciuto di non aver visto inserito nella selezione.
Per il Direttore generale per il Cinema Gaetano Blandini «si tratta comunque di un progetto speciale di alto profilo culturale che merita il sostegno e la collaborazione di coloro che sono i detentori dei diritti dei film scelti».