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Il SalinaDocFest guarda al futuro
In mostra, gli scatti realizzati a Rebibbia per Cesare deve morire. Premio “Dal testo allo schermo” a Jamila Hassoune.
Roma, 11 settembre – Sogno e futuro sono le parole chiavi della sesta edizione del SalinaDocFest, dedicato al documentario narrativo, diretto da Giovanna Taviani (con la consulenza di Mazzino Montinari e Antonio Pezzuto), che si svolgerà dal 19 al 23 settembre. In questo momento segnato da pesanti tagli ai finanziamenti destinati alla cultura, per ricordare quanto arte e spettacolo siano essenziali per sostenere e alimentare il progetto di un futuro condiviso, la manifestazione concentra lo sguardo sul panorama italiano di quest’ultima stagione, con il Concorso Nazionale “Altrifuturi”.
La giuria che assegnerà il Premio Tasca d’Almerita al miglior film sarà composta dalla montatrice Ilaria Fraioli, dalla scrittrice Lidia Ravera, dal direttore dl FIDMarseille Jean Pierre Rehm e dai registi Gianfranco Rosi e Daniele Vicari.
Il tema del futuro, nel gioco profondo e spesso visionario del cinema di realtà, è il filo rosso che percorrerà tutto il festival, a partire dalla Finestra Carceri e Arte, un riflettore acceso sui luoghi dell’esclusione per antonomasia che, in questi giorni di flessione e di crisi, sono diventati nuovi e paradossali spazi di libertà.
Per l’inaugurazione, in cartellone due mostre fotografiche curate da Andrea Mancini: una è di Umberto Montiroli e porterà a Salina gli scatti realizzati a Rebibbia durante le riprese del film Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani (proiettato in serata per il pubblico dell’isola, in presenza degli autori). Tra gli ospiti previsti, Salvatore Striano (protagonista del film dei F.lli Taviani) e Gaetano Di Vaio.
Come spiega Giovanna Taviani, “L’esplosione del documentario narrativo in questo ultimo decennio ha fatto i conti con un’urgenza di verità che i mezzi di comunicazione, per lungo tempo, avevano rovesciato in menzogna. Di questa sete di realtà, coniugata ad un’esigenza narrativa, altrettanto forte ed importante, il SalinaDocFest ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia lanciando in cinque edizioni film documentari di denuncia importanti che hanno fatto il giro del mondo riportando a galla verità spesso oscurate.
Oggi il nuovo vento che spira dal Sud e dall’area infuocata del Mediterraneo sembra delineare orizzonti “altri” rispetto alla realtà circostante, tutti da ricostruire, e spingerci irresistibilmente verso un futuro che vogliamo tornare ad immaginare e a sognare. Per questo abbiamo deciso di dedicare questa edizione al tema Altrifuturi, per indicare nuove, molteplici e variegate strade, anche visionarie e metaforiche, del cinema italiano. Un percorso di faticosa risalita intrapreso prima di tutto dal nostro documentario italiano che riscopre la forza del linguaggio e si fa sogno, esplosione, diario segreto e allucinatorio. Uno scenario futuro tutto da reinventare e ricostruire, a partire dal recupero di uno sguardo comune che unisca la riva sud alla riva nord del Mediterraneo”.
Ed è all’insegna di un rapporto privilegiato con il nostro mare che, nella sua Finestra sul Mediterraneo, il festival inaugura due nuovi gemelaggi: con il Films Femmes Méditerranée di Marsiglia (Francia) e con il Festival International du Film de Femmes di Salé (Marocco). “L’individuazione della centralità del ruolo della donna nel contesto del mutamento degli scenari futuri - afferma poi la Taviani - ci è parso un passo doveroso: dalla determinazione delle protagoniste dei primi sommovimenti in Tunisia, all’eroismo e al risveglio dell’orgoglio ferito delle donne del Cairo, passando per la ritrovata coscienza femminile occidentale, è la recente storia stessa che descrive le donne come punto nodale, aperto, solidale e plurale, del cambiamento”.
E’ proprio per sottolineare l’importanza di questa trasformazione che vede le donne al centro di una rivoluzione universale, non più esclusivamente legata alle tematiche di genere tradizionali, che il comitato d’onore del SalinaDocFest - costituito da Paolo e Vittorio Taviani, Romano Luperini, Bruno Torri e Antonio Vitti (direttore della Scuola Italiana di Middlebury in Vermont) – ha deciso di assegnare il premio Dal testo allo schermo alla scrittrice marocchina Jamila Hassoune per “La libraia di Marrakech” (Mesogea, settembre 2012).
L’opera, presentata a Salina in anteprima assoluta, racconta il suo impegno personale e quotidiano, accanto alla grande Fatema Mernissi, per la diffusione della cultura e dell’arte nelle periferie più estreme del mondo arabo. Sarà la Presidente del Senato Emma Bonino, ad introdurre il premio, al termine di un incontro pubblico che chiuderà un’altra sezione importante del festival, intitolata Finestra Donne.doc, in cui le registe Chiara Cremaschi, Antonietta De Lillo e Alina Marazzi presenteranno tre distinti progetti cinematografici a carattere collettivo.
Workshop, concerti, spettacoli e degustazioni completano il programma del festival, che ospita sul fronte musicale Enzo Gragnaniello e I Sikitikis.
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