Ultimo ciak per Tornatore

Il regista ha finito di girare La migliore offerta, "una storia d’amore e di trasformazione”.


Roma, 18 luglio (Fr. Palm.) – Giuseppe Tornatore lascia la Sicilia di Baarìa per La migliore offerta, suo nuovo film girato a Vienna (con location anche a Trieste, Bolzano, Parma, Praga, Roma e Milano) con un cast tutto internazionale, composto da Geoffrey Rush, nel ruolo del protagonista, Donald Sutherland, Sylvia Hoeks e Jim Sturgess.

 

Il regista ha annunciato alla stampa la fine delle riprese e ha dato qualche anticipazione sulla pellicola (ora in fase in montaggio; le musiche sono di Ennio Morricone), che arriverà in sala il 4 gennaio con la Warner, che l’ha prodotta insieme a Paco Cinematografica: “E’ la storia di una trasformazione – dice – La vicenda è ambientata nel mondo delle aste e Rush interpreta un battitore. Il titolo, La migliore offerta, è una terminologia di quel mondo e ha una valenza allegorica. Il film è una storia d’amore e in amore non sai mai quale sia l’offerta migliore, se sia troppo alta o bassa e se è quella giusta”. Il tutto è raccontato, aggiunge Tornatore, “con una tessitura da giallo classico, anche se non ci sono morti, né assassini, né investigatori”.

 

Il film, spiega poi il regista, “ha una genesi curiosa. Nasce da una vecchia idea di tantissimi anni fa, quando venni a vivere a Roma. Sono abituato a raccogliere sempre spunti e a questo ne ho unito uno più recente. E’ una storia come tante che ho nei miei cassetti, che nel tempo si è solidificata e che ho raccontata a qualche produttore. E ad Arturo Paglia della Paco Cinematografica è piaciuta”.

 

Tornatore precisa che questo “non è il film che volevo fare da una vita come Baarìa, né è stata una folgorazione come Una pura formalità. Lo vivo come un’opera che rompe le costanti del mio percorso, che nasce in modo diverso rispetto agli altri miei lavori e che non ha nessuna connotazione autobiografica, come Baarìa”.

 

Come mai ha scelto il mondo delle aste? Lo conosce? Lo frequenta? “In realtà no, non ne sono attratto – risponde il regista – Ma circa 15 anni fa nel mio ufficio arrivò un catalogo di una casa d’asta, che iniziato a ricevere tutti i mesi. Non l’ho mai sfogliato ma poi un giorno mi sono incuriosito e sono rimasto colpito dalla descrizione degli oggetti in vendita, dalle parole molto convincenti”.

 

Tornatore non rivela tanti dettagli sul protagonista, limitandosi a dire che Rush “alla fine ha una personalità diversa da quella che aveva all’inizio”. Quanto agli altri personaggi, "Sutherland è il migliore amico di Rush, Sturgess è un giovane che ha la capacità di saper restaurare ogni tipo di congegno, di qualunque epoca, mentre Sylvia Hoeks è una cliente della casa d'aste".

 

L’intesa con Rush è stata molto forte, racconta Tornatore: “Il primo attore a cui ho mandato il copione è stato Rush e dopo tre giorni mi ha risposto che avrebbe accettato il ruolo. Ha detto che a convincerlo è stata sua moglie, che gli consiglia sempre quali film fare o non fare. E’ un attore molto versatile, ha un metodo tutto suo e maniacale per seguire il personaggio, ma allo stesso tempo possiede anche tanta leggerezza e ogni mattina stringeva la mano a tutti, dalla prima all’ultima persona della troupe. Abbiamo avuto un bellissimo rapporto, ci lavorerei ancora”.

 

Come mai si è allontanato dall’Italia per questo progetto? “Non è una storia italiana e quindi si è pensato subito di girare un film in lingua inglese – sottolinea Tornatore - Ho provato a pensarlo ambientato qui, ma non funzionava. E purtroppo nessun attore italiano sarebbe stato adatto”.

Proprio per la sua internazionalità, La migliore offerta è stato pre-venduto in Australia e Benelux e Paglia annuncia anche che “siamo vicini a contrattare con Stati Uniti, Francia e Inghilterra”.

 

Infine, Tornatore (che esclude di partecipare al Festival di Roma “perché il film non sarà pronto per novembre”) a chi ha chiesto un commento sulla situazione di Cinecittà ha così risposto: “Non si può accettare che diventi tutta un’altra cosa e che sparisca, ma non si può neanche accettare che resti a lungo come l’abbiamo vista negli ultimi tempi. Entrando adesso si ha la sensazione che non sta succedendo nulla, si prova una grande tristezza. Cinecittà è un luogo che non si può perdere e la situazione di grande crisi deve portare ad un rilancio, come nel calcio. Deve arrivare qualcuno con tanti soldi che investa in una squadra così importante. Sogno che venga rilanciata e sogno lo stesso per il nostro cinema, con interventi nuovi che oggi neanche riusciamo a immaginare”.