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Mozione bipartisan per Cinecittà
Ma il Ministero dei Beni Culturali rinuncia a fare da mediatore fra le parti.
Roma, 12 luglio (Fr. Pierl.) - "Faremo di tutto per far mettere la nostra mozione all'ordine dei lavori il prima possibile. Il destino di Cinecittà e' un tema di prima grandezza e non solo in Italia, vogliamo riuscire ad avere una risposta prima della pausa estiva''. Lo dicono Roberto Morassut e Vincenzo Vita del Pd, che oggi insieme al deputato del Pdl Fabio Rampelli hanno presentato una mozione bipartisan sul caso Cinecitta' dove da una settimana i lavoratori degli studios protestano contro il piano industriale.
Un presidio che i lavoratori non hanno nessuna intenzione di interrompere, dice Manuela Calandrini, Rsu Uil Cinecittà Studios: ''I lavoratori non stanno combattendo solo per il livello occupazionale ma anche per arrivare a una versa strategia imprenditoriale di una proprieta' che e' anche dello Stato e che si ha il dovere di tutelare'' spiega. ''Cinecitta' piu' volte e' stata esposta a trasformazioni o cambi d'uso - ha spiegato Morassut - ma si e' riusciti sempre ad evitare un destino negativo, molto spesso legato al mondo dell' edilizia. Siamo qui per evitare che questo immenso patrimonio possa essere svenduto o trasformato in un centro commerciale o albergo. L'obiettivo e' quello di sollecitare un pronunciamento del Parlamento per cambiare direzione e puntare cosi' sul rilancio del complesso'' ha detto. ''Non abbiamo ricevuto nessuna telefonata da Abete ma a una supa possibile obiezione sul fatto che sfruttare le le aree non edificate possa servire al rilancio di Cinecittà, sarebbe facile rispondere che invece che l'utilizzo innaturale di quelle aree esterne, usate abitualmente per costruire i set, snaturerebbe e colpirebbe al cuore le funzioni degli studios''.
Per Rampelli ''e' indispensabile fare una manovra a tenaglia per un intervento piu' efficace. Dal Parlamento penso si possa avere un contributo e su questo sono ottimista perche' una volta approvata la mozione il governo difficilmente sara' insensibile al caso e credo interverra'''. Vincenzo Vita, che al senato ha presentato una mozione analoga a quella di Morassut analoga ha sottolineato come ''non sia stato possibile avere una copia dell'accordo con cui lo Stato italiano abbia dato in gestione alla Societa' di Abete Cinecitta' Studios e che lo stesso piano di riilancio di Abete non è mai stato ufficializzato, se ne hanno notizie ma non si riesce a conoscerlo nei dettagli. Faremo pressing sul governo perche' di questi temi si parli''.
Un'alternativa al piano di Abete la bozza di progetto di rilancio degli sStudios, presentata dall'associazione articolo 9 presieduta dallo scenografo e regista Enzo De Camillis, insieme fra gli altri, ad Anac, Articolo 21, indicinema, Movem, Tamtam online, e con le adesioni di centinaia di lavoratori del settore, e non solo, con artisti come Margherita Buy, Massimo Ghini, Sabina Guzzanti, Ascanio celestini, Roberto Vecchioni, politici come Nichi vendola, fino ad avvocati, operai, artigiani del set, sceneggiatori e produttori. Il progetto di Articolo 9 ha l'obiettivo di far diventare Cinecitta' una vera cittadella del cinema, prima di tutto, riportando negli studios le produzioni cinematografiche e televisive, attraverso un accordo con Anica, e fra le altre iniziative ''puntando a portare a Cinecitta' un braccio del Festival di roma e il Festival del cinema indipendente europe'' ha spiegato de Camillis.
Però a complicare la trattativa, è arrivata nel pomeriggio la notizia che per il Ministero dei Beni Culturali ''non sembrano sussistere le condizioni affinche' il Mibac possa continuare ad impegnarsi per favorire il dialogo fra le parti, in un ruolo di mediazione che e' l'unico possibile''. A portare al dietrofront rispetto all'impegno assunto due giorni fa, si spiega dal Ministero è stata proprio la decisione dei lavoratori degli Studios di continuare l'agitazione nonostante, nell'incontro al Mibac tra il segretario generale Antonia Pasqua Recchia e i sindacati, era stato chiesto come ''segnale di disponibilita' al dialogo'' di interrompere, ''fino all'incontro con l'azienda che si sarebbe dovuto svolgere entro questa settimana, le diverse iniziative di protesta'' si spiega in una nota. Nonostante la formalizzazione dei reciproci impegni ''le organizzazioni sindacali hanno tuttavia comunicato che l'assemblea dei lavoratori ha votato all'unanimita' il proseguimento delle iniziative di lotta con ulteriori 8 giorni di sciopero e il mantenimento del presidio con occupazione''.
Da qui la difficolta' per il Mibac di continuare nel suo ruolo di mediazione. Il ministero- conclude la nota- continuera' comunque ''con le competenti strutture amministrative'' ad esercitare ''con attenzione i compiti di vigilanza e tutela che gli competono, non solo monitorando il corretto adempimento delle clausole contrattuali relative al comprensorio di Cinecitta' e assicurando la necessaria salvaguardia della specificita' culturale del sito medesimo, ma anche attraverso l'esercizio dei poteri di autotutela eventualmente necessari per la regolarizzazione di tutti gli immobili attualmente nel comprensorio al fine di consentire la conservazione, il restauro, la valorizzazione e lo sviluppo del patrimonio immobiliare di Cinecittà".
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