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Stefania Sandrelli Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres
Roma, 6 luglio - Stefania Sandrelli, d’ora in poi, non è più soltanto un’attrice apprezzata e famosa ma anche Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres la prestigiosa onorificenza francese di cui l’ha insignita l’ambasciatore di Francia Alain Le Roy, nella sede diplomatica di Palazzo Farnese a Roma, e riservata a quanti si sono distinti “per le loro creazioni in campo artistico o letterario o per il contributo che essi hanno apportato alla diffusione delle arti e delle lettere in Francia e nel mondo”.
Il “cavalierato” sigla un legame con il cinema d’oltralpe che risale addirittura all’esordio di Stefania Sandrelli quando, appena quindicenne, nel 1961, Mario Sequi la volle interprete di “Gioventù di notte”. Il film è italiano ma con lei c’era il 24nne attore francese Sami Frey (nel film Elio, leader di un gruppetto di ragazzi che allora andava sotto il nome di “gioventù bruciata”) già noto anche alle cronache rosa per essere diventato il compagno nella vita di Brigitte Bardot, dopo esserne stato l’amante cinematografico ne “La verità” di Henry-Georges Clouzot. Sami Frey se lo ritroverà 30 anni dopo come marito – ma in una situazione molto intricata e con finale inaspettato - ne “L’africana” di Margarethe Von Trotta. Passeranno solo due anni dal debutto di Stafania Sandrelli e Jen-Pierre Mocky la vuole tra le protagoniste di “Les vierges” a fianco di Charles Aznavour cui seguiranno, sullo schermo, le maggiori star del cinema francese: Jean-Claude Brialy (“Io la conoscevo bene”), Pierre Clementi (“Partner”), Jean-Louis Trintignant (“mi ha scritto la più bella lettera d’amore che abbia mai ricevuto” parola di Sandrelli) e Dominique Sanda (“Il conformista”), Gerard Depardieu (in “Novecento” ha cercato “di mangiarmi viva” scherza l’attrice ricordando la bulimia di Depardieu), Catherine Deneuve, Bernard Blier, Philippe Noiret, Fanny Ardant, Jean-Paul Belmondo, Simone Signoret, Yves Montand (le canticchiava “toscanella dolce e bella”).
Se il rapporto con il cinema francese “è stato buono” come ha detto la stessa attrice minimizzando elegantemente, quello con il cinema italiano lo è stato molto di più. In totale sono stati oltre 150 i film che l’hanno vista tra le interpreti e quindi la percentuale è ultra maggioritaria a vantaggio dei set di casa nostra. Che sia la Francia a insignirla di un’onorificenza naturalmente la onora, ma quello che la fa più felice è che non si tratta di un premio e quindi “non è frutto di alcuna competizione con le mie colleghe”. Commossa? “Abbastanza” risponde, ma con addirittura con le lacrime agli occhi era il suo compagno da sempre, Giovanni Soldati, figlio dell’intramontabile scrittore e regista Mario.
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