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Festival di Locarno: in gara Padroni di casa
Il film di Edoardo Gabbriellini è l’unico italiano in concorso. Omaggi a Risi, Pozzetto e Ornella Muti.
Roma, 12 luglio – Tra i diciannove titoli in gara al Festival di Locarno (1/11 agosto) c’è anche l’italiano Padroni di casa di Edoardo Gabbriellini, con Gianni Morandi che torna al cinema dopo 40 anni, Valerio Mastandrea, Elio Germano e Valeria Bruni Tedeschi.
Nel programma della 65.ma edizione della manifestazione, la terza sotto la direzione artistica di Olivier Père, presentato a Milano, l’Italia trova spazio anche nella nuova sezione “Histoire(s) du cinéma”, dedicata alla storia del cinema, con gli omaggi a Dino Risi, Renato Pozzetto e Ornella Muti.
Tra gli ospiti, Alain Delon riceve il Life Achievement Award ad Alain Delon e per l’occasione viene proiettato Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti. E ancora, il festival ricorda Giuseppe Bertolucci, recentemente scomparso, presentando due suoi film prodotti dal CISA (Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive): i cortometraggi Tino e Tano (1995) e Raccionepeccui (2005).
La manifestazione, con più di 40 film in anteprima mondiale, si apre con The Sweeney, poliziesco anglosassone di Nick Love, e propone, tra gli altri titoli, Magic Mike di Steven Soderbergh, con Matthew McConaughey e Channing Tatum, su un gruppo di spogliarellisti americani, No di Pablo Larraín, con Gael Garcia Bernal, Ruby Sparks di Jonathan Dayton e Valerie Faris (i realizzatori di Little Miss Sunshine) con Paul Dano, Zoe Kazan, Antonio Banderas e Annette Bening, e Bachelorette, una commedia al femminile interpretata, tra gli altri, da Kirsten Dunst.
Tra le pellicole in gara, valutate da una giuria presieduta dal regista, sceneggiatore, produttore e videomaker thailandese Apichatpong Weerasethakul, c’è anche Starlet di Sean Baker, con Dree Hemingway, pronipote di Ernest Hemingway.
Confermate le sezioni “Pardi di domani”, “Fuori concorso” e “Cineasti del presente”.
L'Excellence Award va quest’anno a Charlotte Rampling, il Pardo d'onore al francese Léos Carax, il Premio Raimondo Rezzonico al produttore Arnon Milchan (al centro di una masterclass e celebrato con la proiezione di C’era una volta in America di Sergio Leone, Re per una notte di Martin Scorsese e Brazil di Terry Gilliam), il Pardo alla carriera a Harry Belafonte, a Johnnie To (con la proiezione di Motorway, diretto da Soi Cheang, che lui ha prodotto) e a Peter-Christian Fueter. Protagonista della retrospettiva, Otto Preminger, di cui viene presentata la filmografia completa con circa quaranta opere.
Infine, la Carte Blanche del festival è dedicata al Messico ed è previsto anche un focus sull’Africa francofona sub sahariana.
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