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Il cinema italiano piace a Shanghai
Cesare deve morire ha trovato un distributore cinese.
Roma, 20 giugno - Successo per i quattordici film italiani selezionati alla 15a edizione dello Shanghai Film Festival, a cominciare da Cesare deve morire dei fratelli Taviani, che ha già un distributore cinese e si sta rivelando il film più atteso del Festival, tanto da portare gli operatori a chiedere proiezioni fuori programma.
L'eccezionale anno per il cinema italiano a Shanghai è evidente anche dalla sua ambasciatrice, Zhao Tao, già vincitrice del David di Donatello per I’interpretazione in Io sono Li di Andrea Segre. Così l’attrice cinese ha aperto la conferenza stampa della delegazione italiana al Festival: "Girare in Italia e' stata una incredibile esperienza, non solo per la professionalita' degli italiani nel cinema, ma anche per la bellezza del paese. Ho avuto tanto dall'Italia e spero che il mio paese possa ricambiare presto".
La presenza dei film italiani a Shanghai è organizzata da Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con l’ICE.
Nella sezione “Focus Italy” ci sono This Must Be The Place di Paolo Sorrentino, Appartamento ad Atene di Ruggero Dipaola, Cesare deve morire di Paolo Taviani e Vittorio Taviani, Habemus Papam di Nanni Moretti, Io sono Li di Andrea Segre, La kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo, Maternity Blues di Fabrizio Cattani, Il sole dentro di Paolo Bianchini, Sulla strada di casa di Emiliano Corapi e Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi.
E ancora, in programma, Freakbeat di Luca Pastore, Il mundial dimenticato di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, Il resto dell'anno di Michele Di Salle e Luca Papaleo e True Love di Enrico Clerico Nasino.
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