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Arcipelago chiude e si rinnova
Ultima edizione per il festival di corti, che compie 20 anni ed è pronto per un nuovo, diverso inizio. In programma, una personale completa di Simone Massi e il “Focus Polonia”.
Roma, 12 giugno (Fr. Palm.) – Arcipelago - Festival internazionale di cortometraggi e nuove immagini compie vent’anni e annuncia importanti novità per il futuro: quella di quest’anno (15/22 giugno) è l’ultima edizione, il festival conclude il suo cammino. Ma non smette di esistere, semplicemente si rinnova ed esplora nuovi territori e forme di comunicazione, “diventando liquido”, come sottolinea il direttore artistico Stefano Martina, “senza più essere un unico appuntamento annuale in uno stesso luogo e in un preciso momento”.
Il motivo? L’incertezza e la precarietà in cui nuota la cultura in questo delicato periodo: “Sono venute a mancare de tutto le condizioni per continuare il nostro lavoro – afferma Martina – La cultura è in cima all’elenco delle vittime della crisi, non c’è sostegno economico e non c’è progettualità. Non ci hanno ancora comunicato i finanziamenti per quest’anno, abbiamo organizzato il festival senza sapere il nostro budget. Così non si può andare avanti”. Arcipelago, spiega poi il direttore artistico, “si darà alla macchia ed entrerà in clandestinità, con rapide incursioni digitali, imboscate tematiche in luoghi, momenti dell'anno e forme ogni volta diversi, tra online e offline”.
Per salutare il festival inteso “in senso tradizionale”, si sono uniti undici autori da sempre vicini ad Arcipelago, che hanno firmato per il progetto “Un minuto al termine” dei piccoli corti, presentati in anteprima su Repubblica.it: tra questi, La mantide in camera di Pappi Corsicato, Un caffè? di Edoardo Winspeare, Ingorgo sul lago salato di Davide Marengo, Rigore decisivo del produttore Gianluca Arcopinto, La coperta ad uncinetto di Paola Randi, The infinite di Eugenio Cappuccio e Lieve, dilaga di Simone Massi.
A quest’ultimo è dedicata una personale completa delle sue diciassette opere, vincitrici di oltre duecento premi internazionali, da Immemoria del 1995 a Nuvole, mani, fino al recente Dell’ammazzare il maiale, miglior Corto ai David di Donatello e tra i finalisti nella terna dell’animazione ai Nastri d’argento.
Nel programma del festival, che si svolge tra la Casa del Cinema e la Multisala Intrastevere, c’è il “Focus Polonia”, retrospettiva che propone quindici titoli e una sezione con undici saggi e film scolastici - rari o mai proiettati in Italia - di registi di fama internazionale, cresciuti tra gli anni '50 e '70 a Lòdź: Andrzej Wajda, Krzysztof Kieslowski, Jerzy Skolimowski, Krzysztof Zanussi, Roman Polanski e Zbigniew Rybczynski. In cartellone, anche una tavola rotonda il 19 giugno, all’Istituto Polacco.
Passando alle sezioni competitive, "The Short Planet" ospita ventisei corti, di cui tre sono italiani: Il respiro dell'arco di Enrico Maria Artale, premiato quest’anno con il Nastro d'Argento, Deragliamenti della canadese Chelsea McMullan, prodotto da Fabrica, in cui Milo Manara ricorda Il viaggio di Mastorna, progetto mai realizzato da Fellini, e La danza del piccolo ragno di Giacinto Compagnone, Aurora Febo, Lucia Rotelli ed Emma Vasile, realizzato dal CSC, sulla musica trascinante della taranta. Tra i titolo stranieri, Prtljag di Danis Tanovic, The Monster of Nix di Rosto, considerato il Tim Burton europeo, con le voci di Tom Waits e Terry Gilliam, e The Fantastic Flying Books of Mr Morris Lessmore di William Joyce e Brandon Oldenburg, Oscar per il Miglior Corto d'Animazione.
L’Italia è poi presente nel concorso nazionale “Con/Corto”, che si apre anche a opere non inedite: tra queste, Terra di Pietro Messina, visto a Cannes in “Cinéfondation”, A chjàna di Jonas Carpignano (che ha ottenuto una menzione speciale ai Nastri d’Argento), La casa di Ester di Stefano Chiodini, con Cecilia Dazzi, sulla violenza domestica, Tiger boy di Gabriele Mainetti e, fuori gara, I morti di Alos di Daniele Atzeni e Il mistero di La Tour di Claudio Noce.
Al concorso “Documentari Extra Large”, invece, partecipano, tra gli altri, Francesco Patierno con Giusva, Aurelio Grimaldi con Figli di chi si amava, Duccio Chiarini con Hit the Road, nonna e Antonio Tibaldi con [S]comparse, girato sul set di Terraferma di Crialese.
E ancora, in “Itinerari”, Sotto casa di Alessio Lauria (menzione speciale ai Nastri d’Argento), Di là dal vetro di Andrea Di Bari, con lo scrittore Erri De Luca, e La sera prima, protagonista Giorgio Colangeli.
Il festival ricorda poi, a due anni dalla sua scomparsa, Corso Salani, al quale è intitolata l’intera edizione 2012. Tra le sue opere proiettate, Gli occhi stanchi, presentato proprio ad Arcipelago nel 1996, e la sua ultima regia I casi della vita.
Infine, spazio al sociale con l'evento speciale “Tutti i Diritti del Mondo 6”, con lavori di denuncia come La decima onda di Francesco Colangelo, con Giorgio Colangeli, 148 Stefano di Maurizio Cartolano, sulla morte in carcere di Stefano Cucchi, e 25ème gouvernorat di Salvatore Tuccio.
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