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La vita negli oceani raccontata da Perrin
L'attore e regista: "L'ecosistema va preservato e difeso".
Roma, 29 maggio (Fr. Pierl.) - Realizzato nel 2009, costato 58 milioni di euro, gia' venduto in tutto il mondo, ora esce anche in Italia, con Neri Marcore' voce narrante, La Vita negli oceani, il nuovo documentario di Jacques Perrin, che come co-regista (con Jacques Cluzaud) torna a raccontare la natura dopo Microcosmos (di cui era produttore) e Il popolo migratore. Il film, da noi arriverą il 5 giugno in 35 copie distribuito da Paco Pictures. Sempre il 5 sara' in anteprima a chiusura del festival Cinemambiente a Torino, con proiezioni in contemporanea in 34 citta'.
La vita negli oceani ha richiesto quattro anni di riprese in 60 Paesi, 12 troupe con gli operatori subacquei migliori del mondo, strumenti di riprese all'avanguardia, per un totale di 450 ore di girato e piu' di 200 specie animali protagoniste (nel film, di un'ora e 40', ne appaiono 80), dai granchi ai capodogli passando per mante, squali balena, krill, code di rospo, meduse di Echizen.
''Faccio questi film per ricordare quanto sia importante difendere i territori selvaggi che ancora esistono nel pianeta, e fra questi il principale e' il mare. Nonostante le minacce dell'uomo all'ecosistema, ancora resiste'', spiega Perrin, che da attore di oltre 128 film e' stato diretto anche da tanti maestri italiani, da Zurlini a Tornatore.
''Nelle conferenze - aggiunge - le parole si perdono, il cinema e' un'arma per far capire allo spettatore, attraverso le emozioni, non cosa pensi il regista ma quello che pensa lui''. Perrin ha voluto rendere ''la vita del mare, che e' movimento, non una fotografia statica. Per questo abbiamo adoperato il meglio dell'industria professionale. Per riprendere gli animali in piena velocita', con l'aiuto dell'esercito abbiamo fabbricato cineprese a forma di un siluro che venivano trainate da noi in motoscafo, trasmettendo le immagini attraverso le fibre ottiche. Per far avvicinare i pesci abbiamo aggiunto odori, colori e uno specchio. Venivano a vedere che strano animale avessero davanti''.
Le immagini delle 12 troupe sono state armonizzate dal direttore della fotografia Luciano Tovoli, storico collaboratore di Perrin. Il film alterna immagini di forte impatto spettacolare ed emotivo, come un branco di sardine attaccate in mare dai delfini e dall'alto dei gabbiani; una mamma tricheco che nuota e coccola il figlioletto; le tartarughine appena nate che cercano di raggiungere il mare; un raduno, a largo di Sydney, di decine di migliaia di granchi ma anche momenti piu' drammatici (ricostruiti) come la pesca selvaggia degli squali (poi amputati) e con reti in cui rimangono impigliati anche foche e grandi tartarughe.
A chi gli chiede cosa consiglierebbe al segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, intenzionato a lanciare un'azione mondiale salva-oceani, Perrin risponde: ''Proteggere l'ecosistema, creando e difendendo riserve, dove ho visto come la vita rinasce in tutte le sue forme''. Il regista e produttore, che nel film appare anche con il figlio oggi tredicenne, sta lavorando su quattro nuovi progetti, fra cui uno ''sulle 4 stagioni, raccontate dal punto di vista degli animali''.
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