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Morpurgo: "Il messaggio contro la guerra di War Horse sempre pių attuale"
L'autore britannico parla del libro e del film, alla vigilia dell'uscita, il 30 maggio, in dvd.
Roma, 28 maggio (Fr. Pierl.) - "Il sentimento di profondo amore, lealta' affetto, che' c'e' tra Albert e il suo cavallo, quel senso di separazione portato dalla guerra, e il cavallo come specchio delle vittime piu' innocenti del conflitto, in cui ci si immedesima. Durante la prima guerra Mondiale sono morti dieci milioni di uomini e dieci milioni di cavalli, hanno vissuto lo stesso destino''. Sono questi per Michael Morpurgo, autore del romanzo "War Horse", da cui Spielberg ha tratto l'omonimo film, gli elementi che hanno fatto della pellicola un successo di pubblico e di critica, con 177 milioni di dollari di incassi e sei nomination all'Oscar. Lo scrittore ne parla in occasione dell'uscita in dvd e blu ray del film, prevista per il 30 maggio.
Secondo Morpurgo, autore britannico di un centinaio di romanzi per ragazzi, il messaggio contro la guerra di War Horse č ''pių attuale che mai. Ormai andiamo in guerra troppo facilmente, spesso sono conflitti politici di cui non capiamo le ragioni. Ma sia per la I guerra mondiale che per l'Afghanistan, non cambia niente. Vediamo partire eserciti e tornare bare coperte dalle bandiere. Allora ci ricordiamo che quel soldato era un ragazzo con una vita, una famiglia''. Cuore della storia, ambientata durante la prima guerra mondiale, e' il legame d'amicizia profondo e inscindibile tra il giovane Albert (Jeremy Irvine) e il suo cavallo Joey, venduto dal padre e destinato ai campi di battaglia. I due si ritroveranno ad affrontare ognuno a proprio modo, gli orrori della guerra.
La fama globale arrivata per Morpurgo con la versione cinematografica di War horse, č vissuta dallo scrittore ''con grande stupore, ma senza ansia, avendo ormai quasi 70 anni. anche perche' e' arrivata all'improvviso. Ho scritto finore decine e decine di libri che sono piuttosto bene, ma questo e' qualcosa di completamente diverso, anche perche' e' arrivato all'improvviso. La produttrice di Spielberg, Kathleen Kennedy e' venuta per caso a vedere la piece a Londra tratta dal mio libro. Ne ha parlato a Steven che l'ha vista tre volte e poi ha deciso di farne un film''.
Morpurgo pero' ha preferito non essere coinvolto nell'adattamento: ''E' un errore secondo me quando l'autore di una storia cerca di avere un qualche controllo sulla versione cinematografica. Non si va a dire a Steven Spielberg come fare un film, pero' tra noi c'e' stato un dialogo e unos cambio di idee continuo, mi ha fatto vedere i vari stadi delle riprese. E lui ha anche voluto che apparissimo, mia moglie ed io in un cameo''.
Per Morpurgo anche nell'erra dei social network per parlare al pubblico piu' giovane di temi difficili, bisogna ''coinvolgerli emotivamente. Lo si puo' fare attraverso la risata, ma di quello cosa resta? In War horse, vedo lo sofferenza dei giovani protagonisti, e se la sentono sulla pelle. E' cosi' anche quando si parla di Olocausto, parlare di grando numeri delle vittime, non ha lo stesso effetto che raccontare la storia di Anna Frank, una ragazza come loro e di quello che ha vissuto''.
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