Cronenberg porta al cinema DeLillo

“Se Karl Marx avesse visto il film, penso che lo avrebbe amato”, dice il regista, che ha diretto Robert Pattinson nel ruolo del protagonista.


Cannes, 25 maggio – Non è la prima volta che David Cronenberg realizza un film partendo da un libro (l’aveva già fatto con "Il pasto nudo" di William S. Burroughs e con "Crash" di J.G. Ballard) ma per Cosmopolis – al festival in concorso e subito in sala con 01 – ha compiuto una sfida in più: ha portato al cinema uno dei libri di Don DeLillo più difficili da adattare, soprattutto per la quantità di dialoghi. Che il regista definisce “perfetti”, raccontando di aver “scritto la sceneggiatura in sei giorni, un vero record. Non conoscevo questo libro di Don, me lo ha dato il produttore Paulo Branco e l'ho trovato incredibile. Ovviamente ho dovuto fare dei cambiamenti strutturali perché un film è molto diverso da un libro, ma il materiale di partenza era eccezionale”.

 

Succede spesso che l’autore del libro prenda le distanze dalla trasposizione cinematografica, considerandola poco convincente. Ma in questo caso non è stato così e anzi, DeLillo, che non ha per nulla collaborato al copione, è molto soddisfatto del lavoro fatto da Cronenberg e dice: “Quando ho visto il film per la prima volta per me era tutto nuovo. Nonostante le somiglianze, libro e film sono due opere completamente diverse, due forme di vita diverse. Mi ha scioccato il microcosmo che si crea nella limousine, è un mondo a parte. Solo Cronenberg è in grado di fare una cosa simile”.

 

La limousine, di colore bianco, insonorizzata e ipertecnologica, è quella di Eric Packer (interpretato dal “vampiro” Robert Pattinson), 28enne ricchissimo e squalo della finanza, che abita a New York, che una mattina ha deciso di dover andare a tutti i costi a tagliarsi i capelli dall’altro capo della città. L’idea non è brillante, le strade sono bloccate, il presidente degli Stati Uniti è in città, c’è in atto una protesta contro il capitalismo (le banconote diventano topi…) e la sua guardia del corpo gli ricorda che è in pericolo, sotto la minaccia di qualcuno che vuole ucciderlo. Ma Eric non molla e procede comunque, incontrando nella sua macchina varie persone, tra cui un’amante (Juliette Binoche), la moglie con cui il rapporto si è raffreddato (Sarah Gadon) e la sua responsabile della Teoria (Samantha Morton). Nel cast, ci sono anche Mathieu Amalric, un anarchico che colpisce Eric con una torta in faccia, e Paul Giamatti, l’uomo che vuole ucciderlo, che un tempo lavorava per lui e lo odia fortemente.

 

Nella pellicola si parla di denaro, di crisi finanziaria, di protesta e di caos assoluto verso cui sta andando il mondo, nella visione profetica e infernale di DeLillo. Il libro è stato scritto nel 2003, il film girato oggi e in mezzo c’è stato Occupy Wall Street. E’ pura coincidenza? “E' strano, lo so, il romanzo risale a dodici anni fa e mentre giravamo a New York le scene di protesta venivamo a conoscenza delle notizie legate a Occupy Wall Street - spiega il regista - E' un romanzo profetico, mentre stavo girando sono successe un sacco di cose descritte nel libro e ho dovuto cambiare pochissime cose per aggiornare la storia. Non so se sia la fine di un sistema, ma sta succedendo qualcosa di incredibile”.

 

Il film sarebbe piaciuto a Karl Marx, secondo Cronenberg: “Se lo avesse visto, penso che lo avrebbe amato. Il fantasma del capitalismo che aleggia è una citazione di Marx ancora molto attuale, anche se risale al 1848. La storia parla di un uomo per cui il denaro è diventato un'astrazione. E' ricchissimo, ma non ha mai toccato del denaro, gli manca la dimensione materiale”.

 

E ancora, del protagonista dice: “E' un giovane nella realtà sbagliata che a un certo punto si perde. E' arrogante, scostante, non è un personaggio facile, ma è comunque umano”.

 

Com’è stato per Pattinson calarsi nei suoi panni? “Ho passato due settimane chiuso nel mio hotel preoccupandomi – risponde – David, quando ci siamo incontrati a casa sua, mi ha detto di tranquillizzarmi, di iniziare le riprese e poi qualcosa sarebbe successo. La sceneggiatura mi ha aiutato molto e l'ho studiata bene perché non volevo cambiare nemmeno una virgola. I dialoghi di Don riportati nel film sono estremamente realistici e allo stesso tempo hanno un ritmo, una musicalità”.