''Avrei tanto voluto essere in concorso, ma poi ho pensato che qualche malizioso poteva pensare che la Palma d'oro alla carriera l'anno scorso non mi era bastata. Ho pensato di sembrare vorace e così ho pregato di non mettermici''. A convincerlo a tornare al cinema è stato il romanzo di Ammaniti ''visto che e' ambientato in larga parte in un unico set". La cantina dove Lorenzo (Jacopo Olmo Antinori), 14 anni, si rifugia giusto il tempo di far credere alla madre (Sonia Bergamasco) di essere in realta' insieme ai compagni di scuola in vacanza sulla neve. Però l'arrivo di Olivia (Tea Falco), la sua sorellastra, che piomba nella vita del fratello, rovina i suoi accurati piani di fuga dalla quotidianità.
''Certo e' stato difficile affrontare un libro ed entrare nelle sua complessita', ma io non sono un illustratore e, alla fine, tendo a sventrare e ricostruire quello che affronto o a cui mi ispiro'', dice il regista che ha cambiato il finale. ''Non mi piaceva e lo stesso Ammaniti mi ha suggerito di tagliarlo, così abbiamo optato per un finale aperto".
Io e te, scritto dal regista con Francesca Marciano e Umberto Contarello, è prodotto da Fiction e Mario Gianani per Wildside, in collaborazione con Medusa, che lo distribuira' nelle sale ad ottobre.
Gli adolescenti, aggiunge il cineasta ''sono tutti a loro modo problematici, e' tipico di quell'eta' ed e' una cosa che mi commuove: si urla con i genitori, si fanno scene isteriche, proprio come quelle che vediamo nel film", spiega Bertolucci. ''Parlo spesso di adolescenti, ma va detto che mi piacciono molto anche i vecchi. Mi ricordo a questo proposito un verso di mio padre che racconta di un uomo anziano che sta seduto mentre stanno sigillando la bara del figlio. E lui sta li' per non perdere neppure un raggio di sole che lo sta scaldando. Giovani e vecchi, poi, hanno una cosa in comune: sono molto trasgressivi''.