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The Angels’ Share: Loach torna alla commedia, tra whisky e disoccupazione
“Aiuto le persone a elaborare delle esperienze ispirandosi al mondo che ci circonda, alla vita reale. La vita è così, a volte fa piangere e a volte fa sorridere”, spiega il regista.
Cannes, 22 maggio – Strappa sorrisi The Angels’ Share (La parte degli angeli), ritorno alla commedia di Ken Loach dopo il drammatico Route Irish, in concorso al festival, dove il regista vinse la Palma d’Oro per Il vento che accarezza l'erba.
Loach ancora una volta, ben l’undicesima, è tornato a lavorare con Paul Laverty, scrivendo una storia di proletario urbano ambientata a Glasgow, in Scozia, protagonista un giovane (Paul Brannigan), appena diventato papà, che diventerà un assaggiatore professionista di whiskey riscattandosi e lasciandosi alle spalle un passato burrascoso da delinquente, anche grazie all’aiuto di chi gli vuole bene, la fidanzata e un tutore che lo segue nei lavori sociali.
La parte degli angeli, titolo del film – coprodotto dai fratelli Dardenne, che uscirà in Italia con la Bim – è quel 2% di "spirito" che si disperde nell'atmosfera quando viene aperta una cassa di whisky invecchiato.
Loach non abbandona i temi che caratterizzano il suo cinema, come l’emarginazione, la disoccupazione e il disagio delle classi più basse, ma questa volta usa toni leggeri, al fianco di Laverty, che dice: “Sono tanti anni che ci conosciamo e questo è il nostro modo di lavorare. Inoltre è facile affiancare Ken, è un uomo generoso, rigoroso, onesto e anche molto divertente”.
Il regista, che ha diretto attori non professionisti o poco noti, spiega perché alterna film drammatici e commedie: “Aiuto le persone a elaborare delle esperienze ispirandosi al mondo che ci circonda, alla vita reale. La vita è così, a volte fa piangere e a volte fa sorridere. Anche questa storia si potrebbe raccontare in modo drammatico, come avveniva in Sweet Sixteen”.
E poi, a proposito della disoccupazione, precisa: “Non volevamo scrivere un trattato di sociologia, ma il film racconta questa società che ormai ha raggiunto cifre impressionanti di disoccupazione giovanile. Sono milioni i ragazzi poveri, magari anche diplomati, senza lavoro e senza futuro, sottopagati. E’ una vera tragedia e chi è genitore prova ancora più angoscia”.
Ma la speranza c’è sempre ed è rappresentata proprio dai giovani: “Se è vero che la crisi economica è spaventosa, le nuove generazioni possono invertire la rotta, perché i cambiamenti nella storia vengono ‘dal basso’ e non certo dai leader. Casa, lavoro, sanità, scuola e previdenza sociale sono dei diritti inalienabili”.
Loach non vuole fare il rivoluzionario, ma afferma che “i giovani hanno bisogno di risposte. Le difficoltà economiche e il malcontento possono far emergere dei leader e l'estrema destra può prendere il sopravvento”.
Paul Brannigan ha raccontato come è entrato a far parte del progetto: “Ero in una comunità a Glasgow, pieno di debiti, quando ho conosciuto Laverty. Da quel momento la mia vita è cambiata".
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