Resnais tra cinema e teatro

Vous n'avez encore rien vu in concorso. Nel cast, anche Michel Piccoli e Sabine Azéma.


Cannes, 21 maggio – Standing ovation per Alain Resnais, che al festival porta in concorso Vous n'avez encore rien vu, suo ventesimo lungometraggio sul tema dell'amore, della morte e dell’arte, che indaga il rapporto tra realtà e finzione, tratto da due pièces teatrali di Jean Anouilh, “Eurydice” e “Cher Antoine ou l'amour raté”.

 

E il teatro fa da sfondo alla vicenda, protagonisti un gruppo di attori che, dopo aver ricevuto la stessa telefonata, si recano in una villa in campagna per partecipare al funerale dell’amico e commediografo Antoine d’Anthac e raccolgono una sfida, come sua ultima volontà: per loro c’è una sorpresa, un premio, ma potranno scoprire di cosa si tratta solo dopo aver dimostrato di essere in grado di realizzare una nuova versione del dramma “Orfeo ed Euridice”, utilizzando i giovani attori della Compagnia De La Colombe.

 

Nel cast, Sabine Azéma, moglie del regista, Michel Piccoli, Pierre Arditi, Anne Consigny, Lambert Wilson, Mathieu Amalric, Hippolyte Girardot e Denis Podalidés.

 

“Mi interessava raccontare il legame tra cinema e teatro che per me, nonostante l'opinione di molti che considerano il teatro più nobile, è fortissimo - sottolinea Resnais, di nuovo a Cannes dove nel 2009 ebbe un Premio speciale delle giuria con Gli amori folli – C’è molto in comune: gli attori e la continuità perché durante la visione non si può interrompere né ripetere la stessa scena, anche se certo sul palcoscenico c'è sempre il rischio che il trapezista cada".

 

Quanto al titolo, spiega: "E’ un gioco. Eravamo lì al montaggio e da uno scherzo è venuto questo piccolo tormentone che può alludere anche al fatto che non sappiamo esattamente cosa ci accadrà qui sulla Terra". E anche il pubblico guarda il film, aggiunge, “senza sapere cosa può succedere. Vorrei che lo spettatore fosse colpito dal plot e poi si abbandonasse a quello che accade nella storia”.

 

La pellicola parla della morte e sull’argomento il regista, che compie 90 anni il prossimo 3 giugno, dice: “Sulla morte non c'è risposta, da sempre. Quando nasci, sai già di essere affetto da un male incurabile. Sono stati scritti milioni di libri, pièce teatrali e film sull'argomento, eppure queste domande siamo condannati a porcele indefinitamente".

 

Sul suo cinema, invece, a chi fa notare che c’è una continuità tra le sue opere, precisa che i suoi film “Sono tutti diversi, li faccio per me stesso e cerco di non ripetermi” e chiarisce che questo “di sicuro non è un testamento. Non avrei avuto l'energia di farlo”.

 

E l’esperienza di girare la pellicola l’ha soddisfatto: “Il set è emozione – afferma - Ho lavorato in 60 giorni guidato da una reale magia, una grande passione ricambiata dai miei attori”.