Un consenso quello per il film italiano, iniziato già stamattina alla proiezione per la stampa, che ha risposto al film con risate e applausi. In conferenza stampa, Moretti aveva spiegato, parlando del film che ''c’è sempre stato un'intervento della Chiesa nella politica italiana, una volta forse veniva vissuta dai partiti con meno agitazione. Io mostro nel film dei fedeli che quando Papa Melville afferma che c’è bisogno di un cambiamento, di una guida che porti amore e comprensione per tutti, applaudono felici”.
''Grazie a Dio - ha detto il regista - sono un ateo, non credente ma senza esagerazione: quello che mi interessava era far incontrare due mondi che non si incontrano mai. Il personaggio che interpreta Michel Piccoli non si ispira neanche lontanamente al Papa, tantomeno a Karol Wojtyla: ho voluto raccontare il mio Vaticano con il mio Papa".
In La messa è finita ''e in questo film, non si sente quella voglia di andare contro l’istituzione, contro la religione, tipica di chi è stato educato profondamente al cattolicesimo e poi si è ribellato - ha aggiunto -. C’è chi si aspettava un film ‘contro’, un film di denuncia. Tutti conosciamo gli scandali legati alla pedofilia, alla finanza… tempo fa la Chiesa sembrava aver perso ogni credibilità e autorevolezza. Jerzy Stuhr, durante le riprese, faceva avanti indietro fra Roma e Varsavia e un giorno mi ha detto: perfino in Polonia mettono in discussione Wojtyla, perché non cambiamo qualcosa della sceneggiatura? Ma io non volevo farmi condizionare dall’attualità. Poi l’atmosfera è cambiata. La Chiesa, un po’ in ritardo, si è sentita in dovere di chiedere scusa, di denunciare la vergogna dei preti pedofili”.In Habemus Papam, inoltre ''non ci sono riferimenti all'attualita' italiana''.
Per Michel Piccoli '' finire la mia carriera con Nanni Moretti sarebbe perfetto''. L'attore francese è protagonista del film, nei panni di Melville, il cardinale che una volta eletto Papa e' preso dai dubbi e dalla paura. ''Il grido disperato di Melville, quando viene annunciata la sua elezione alla folla - ha spiegato - vuol dire tante cose, ma soprattutto: non posso, non ce la faccio. Una cosa che capita a tutti quando ci troviamo di fronte ad un impegno importante che ci chiede tutta la nostra responsabilita''.