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Bellocchio - Bianchi 2006
I Premi? Regalano soddisfazioni ma non bisogna morirne
Da Venezia - Un lungo applauso affettuoso ha festeggiato Marco Bellocchio che ha ricevuto da Sngci il Premio Pietro Bianchi 2006. “i premi hanno utilità e regalano soddisfazioni, ma come Franco Elica protagonista de ‘Il regista di matrimoni’, penso che non bisogna morirne…” Accolto da un pubblico di appassionati e da una sala gremita di giornalisti, Bellocchio, acconpagnato per l’occasione dalla moglie Francesca Calvelli che è anche la nontatgrice dei suoifilm, da amici arrivati dalla sua città, Piacenza, e dal suo produttore ha scelto di riproporre per l’occasione al pubblico un film a lungo dimenticato come “Diavolo in corpo” (1986), uno scandalo quando uscì, prodotto da Leo Pescarolo e tra i più sottovalutati del regista, oggi recuperato ad una buona qualità tecnica grazie all’Istituto Luce che ne ha concesso la copia per la proiezione alla Mostra. Oltre che per ricordare (come Bellocchio ha fatto con grande rispetto anche se senza la minima concessione retorica) uno dei produttori che più lasciarono il segno nel cinema d’autore, perchè far rivedere proprio questa pellicola, dopo vent’anni? “Il film rappresenta per me una ripartenza, uno spartiacque tra due fasi della mia carriera – ha spiegato Bellocchio – Ebbi molti scontri con Pescarolo, soprattutto a causa del montaggio per cui sono finito anche in tribunale. Del film si parlò molto, fu salvato nonostante le polemiche e in fondo il successo è dato anche dalla provocazione”. Una provocazione consapevole e non rinnegata: “Venivo da ‘Enrico IV’ e sentivo la necessità di lanciarmi in un progetto rischioso e del tutto personale, di rinnovamento di sguardo e con un nuovo interesse verso l’immagine femminile – ha raccontato Bellocchio – Ad un bivio, allora ho scelto di andare avanti e di avere il coraggio di accettare tutti i giudizi negativi di chi mi era intorno, avrei sbagliato se fossi sceso a compromessi per il montaggio”. Del resto Bellocchio sostiene cna buona dose di rischio sia essenziale per realizzare bei film: “Purtroppo vedo poco rischio nel cinema italiano – ha denunciato, in conclusione, Bellocchio – che oggi, un po0 come il mare che bagna il Lido in questi giorni è un mare piatto, al quale bisogna stare attenti”.
Francesca Palmieri
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