Andy Garcia ospite del RomaFictionFest

L’attore, che riceve il premio per l’eccellenza artistica, al centro di una Master class, tra cinema e televisione.


Roma, 9 luglio (Fr. Palm.) – A testimoniare la crescente contaminazione tra cinema e tv, il RomaFictionFest ha invitato Andy Garcia, al centro di una Master class in cui ha parlato dei suoi esordi muovendo i primi passi proprio sul piccolo schermo e dei nuovo progetti che segneranno, dopo dieci anni, il suo ritorno in televisione. L’attore, al quale viene consegnato durante la cerimonia di chiusura il RomaFictionFest Award for Artistic Excellence, ha annunciato infatti che sarà interprete e regista di una lunga serie, di cui ancora non si conosce il titolo, che sarà un’opera indipendente come Hemingway & Fuentes, suo nuovo film sul periodo cubano dello scrittore, che avrà il volto di Anthony Hopkins, mentre il pescatore Fuentes sarà interpretato dallo stesso Garcia.


«E’ difficile trovare al giorno d’oggi i finanziamenti fuori dal circuito degli Studios hollywoodiani – dice l’attore, in veste di produttore – Gli Studios non sono più capaci, come ai tempi d’oro, di raccontare grandi storie per tutti, ma lavorano in un raggio sempre più ristretto investendo solo in produzioni ‘sicure’ e in ‘blockbuster’ per adolescenti». La televisione, afferma, è «il mezzo che sembra avere maggiore capacità di parlare ad un pubblico vasto ed investire in storie coraggiose, cosa che sta facendo la fortuna delle tv via cavo americane come HBO e Showtime».


Prima di avvicinarsi alla recitazione, Garcia era uno sportivo: «Da ragazzo, negli anni ’60, ero attratto dal cinema ma la mia vera passione era lo sport, dal baseball al basket – racconta - A 18 anni mi sono ammalato e mi sono dovuto fermare per un anno, alimentando così il mio interesse per i film». Tra le sue icone degli anni ’50, Sean Connery e Peter Sellers, mentre tra le pellicole ha citato I magnifici sette, con James Coburn, che ispirato Gli intoccabili, ma anche il cinema italiano del neorealismo e quello americano degli anni 60-’70, firmato da Scorsese e Coppola. «Ho adorato Il Padrino, che considero in assoluto il film migliore di tutti i tempi - spiega Garcia, nel cast de Il Padrino III – Il capo della Paramount mi disse di partecipare al terzo capitolo e per me fu come ‘una chiamata’, sentivo che dovevo esserci. Il progetto però non andò in porto e forse fu un bene perché ancora non avevo molta esperienza, mentre quando si girò, nel 1990, avevo fatto carriera, incontrai Coppola, feci un provino e ottenni la parte». Di quell’esperienza ricorda: «Fu fantastica, vedere Coppola dietro la macchina da presa fu una grande fonte d’ispirazione per me».


L’attore al pubblico di Roma ha poi parlato del suo amore per la regia («Se fossi solo un regista, smettendo di fare l’attore, sarei comunque molto soddisfatto»), dei lati positivi del fare film indipendenti («E’ come dipingere per conto tuo, sei libero, persino di commettere errori. E’ come fare un viaggio, che considero puro») e delle sue figlie che hanno seguito le sue orme («Dominique recita da quando ha 5 anni, fece una parte anche ne Il Padrino III e insieme abbiamo girato tre film. Anche Daniela è attrice e quando siamo sul set abbiamo un rapporto da colleghi, sono brave e non hanno bisogno di consigli»). E poi c’è stato spazio anche per la musica, altra sua forte passione: «Sono nato a Cuba, ho la musica nel sangue. Fino a 14 anni ero un percussionista, ma ho sempre amato il pianoforte come mia nonna e mia zia. Lo presi a Roma, quando ci abitai per il film di Coppola, perché dovevo girarne un altro in cui il protagonista sapeva suonarlo. Questa pellicola in realtà fu realizzata dopo 16 anni, quindi ebbi tutto il tempo per imparare».


Tra gli ultimi lavori di Andy Garcia, la commedia brillante City Island di Raymond De Felitta, attualmente nelle sale distribuita da Mikado.