08/09/2010
 
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  Kathryn Bigelow con The Hurt locker trionfa sull'ex marito Cameron. Vincono Fiore e l'italo americano Giacchino
 
  Miglior attore Jeff Bridges, miglior attrice Sandra Bullock.
 
  Roma, 8 marzo (Francesca Pierleoni) - La sfida tra gli ex coniugi James Cameron e Kathryn Bigelow alla 82/a edizione degli oscar, ha avuto come trionfatrice assoluta la Bigelow, prima regista della storia a vincere l'Academy Award, per The Hurt Locker. Il film indipendente da 13 milioni di dollari sulla guerra in Iraq è stato anche votato miglior film, e ha vinto anche le statuette per la sceneggiatura originale, Montaggio, suono, montaggio sonoro. Si chiude quindi per sei a tre a favore della Bigelow, lo scontro con il fantascientifico Avatar che porta a casa, tre Academy: fotografia (all'italiano Mauro Fiore), effetti visivi e scenografia. Fiore ha reso omaggio al paese da cui partito con i genitori all'età di sette anni anche nel suo discorso: «Grazie al visionario James Cameron per la sua visione – ha detto – e un gran saluto all'Italia, un grande abbraccio». Vince inoltre il compositore Michael Giacchino, nato in New Jersey ma di origini abruzzesi, tanto che nel 2009 ha anche ottenuto la cittadinanza italiana. La statuetta gli è arrivata per la colonna sonora del film d'animazione Up.

Altro verdetto aspettato e voluto da molti era l'Oscar come miglior attore protagonista, a Jeff Bridges per Crazy Heart, accolto da standing ovation e urla d'entusiasmo. Bridges ha ringraziato i genitori attori (Lloyd Bridges e Dorothy Simpson), entrambi scomparsi da anni, per avergli fatto conoscere questo mestiere: «Onorare me è come onorare loro». L'attore aveva già cominciato a commuoversi qualche minuto prima quando Michelle Pfeiffer lo aveva descritto come un magnifico attore e uno straordinario essere umano. A introdurre gli altri candidati erano stati Vera Farmiga per George Clooney, Julianne Moore per Colin Firth, Tim Robbins per Morgan Freeman e Colin Farrell per Jeremy Renner.

Previsioni rispettate e standing ovation anche per Sandra Bullock, premiata come migliore attrice protagonista per The Blind side. L'attrice che ha reso omaggio alle altre quattro candidate, era stata introdotta da Forest whitaker. Michael Sheen invece ha parlato per Helen Mirren, Peter Sarsgaard per carey mulligan, Oprah Winfrey per Gabourey ’Gabby’ Sidibe e Stanley Tucci per Meryl Streep.

La serata, filata via più velocemente del solito è iniziata con i candidati come migliori attori e attrici protagonisti a prendere sul palco gli applausi della platea. Fra loro George Clooney accompagnato alla serata da un'elegantissima in rosso e leggermente intimidita Elisabetta Canalis.
Dopo un numero musicale alla Busby Berkeley, cantato e ballato da Neil Patrick Harris, già animatore della notte degli Emmy, hanno esordito i due presentatori, Alec Baldwin e Steve Martin, salaci e sferzanti, che hanno dedicano battute ai vari nominati, come Meryl Streep: «E' l'attrice con più nomination o come mi piace vedere la cosa a me, quella che ha perso di più».
Il primo premio della serata a Christoph waltz, miglior attore non protagonista per Bastardi senza gloria, che ha reso omaggio nel suo discorso a Quentin Tarantino, «se sono qui lo devo al suo modo di condurre la nave in modo non ortodosso e in credibilmente creativo» ha detto. L'Oscar per il miglior film d'animazione introdotto dai personaggi animati (doppiati fra gli altri da George Clooney per The fantastic Mr. Fox) he commentano le nomination, va alla storia del fantastico vecchietto di Up. Ryan Bingham e T-Bone Burnett vincono per la ballad country The Weary Kind da Crazy Heart. Tra i momenti più divertenti, lo scambio al fulmicotone fra Tina Fey, sceneggiatrice e attrice molto nota negli usa e Robert downey jr , premiatori della sceneggiatura originale. A vincere è stato Mark Boal per The Hurt Locker, che ha dedicato il premio alle truppe in Iraq, in Afghanistan e a tutti i soldati caduti sul campo. Un passaggio molto toccante della cerimonia è stato dedicato al regista John Hughes, scomparso ad agosto e ricordato da alcuni degli attori che ha lanciato, come Macaulay Culkin, Matthew Broderick e Molly Ringwald. Ben Stiller truccato da Na'vi, con tanto di coda ha presentato i candidati per il trucco. A vincere sono stati Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek, che hanno sconfitto gli italiani Aldo Signoretti e Vittorio Sodano per Il Divo. Per la migliore sceneggiatura non originale Geoffrey Fletcher per Precious, che ha ringraziato la sua famiglia con la voce rotta dall'emozione. E' stato accolto da una standing ovation l'oscar come migliore attrice non protagonista a Monique (nota negli Usa soprattutto per i suoi ruoli comici), per il personaggio drammatico di madre problematica in Precious. Il primo Academy Award conquistato da Avatar della serata è stato quello per la scenografia, andato a Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair. Commovente il discorso di Stromberg, che ha ringraziato la sua famiglia per averlo aiutato a combattere e sconfiggere la malattia per cui i dottori gli avevano predetto, 13 anni fa, sarebbe morto. Tra i siparietti divertenti, quello che ha introdotto il tributo ai film horror (presentato dai due giovani divi Taylor Lautner e una particolarmente emozionata Kristen Stewart), con Baldwin e Martin impegnati in una parodia di Paranormal activity. Doppio Oscar a Paul N.J. Ottosson per il sonoro e il montaggio del suono (vinto con Ray Beckett ) di The Hurt locker. Il momento dedicato agli artisti scomparsi nell'ultimo anno, tra i quali sono stati ricordati, Tullio Pinelli Natasha Richardson, Michael Jackson e Jennifer Jones ha avuto come colonna sonora sul palco James Taylor. Tra i film stranieri, i favoriti Un profeta (Francia) e Il Nastro bianco (Germania), sono stati sconfitti dall'argentino El secreto de sus ojos di Juan José Campanella.

Roma, 8 marzo - «Sono lieto che The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, oggi vincitore di sei Oscar, sia stato selezionato in anteprima mondiale per il Concorso 2008 della Mostra di Venezia, diversamente dagli altri due film della stessa regista in precedenza presentati sempre alla Mostra ma fuori concorso, Strange Days (1995) e K-19: The Widowmaker (2002)»: ad affermarlo, il presidente della Biennale Paolo Baratta. «Naturalmente sono rammaricato che The Hurt Locker non sia stato premiato a Venezia – ha aggiunto - ma dobbiamo tener fede al principio dell’autonomia di giudizio delle giurie internazionali, che rappresentano un elemento caratterizzante tutti i grandi Festival cinematografici».