09/09/2010
 
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  Al via, a Ostia, il progetto della Città del Cinema
 
  A presentarlo, il suo ideatore Francesco Carducci e il presidente della Fondazione Roberto Rossellini Francesco Gesualdi.
 
  Roma, 3 marzo (Fr. Palm.) – Una struttura per l’audiovisivo con spazi polifunzionali, con un programma di 365 giorni l’anno, un luogo d’incontro che prende a modello La Villette di Parigi: è il progetto della Città del Cinema a Ostia, presentato dal suo ideatore, Francesco Carducci, e dal presidente della Fondazione Roberto Rossellini Francesco Gesualdi, al Teatro Nino Manfredi di Ostia insieme, tra gli altri, al direttore editoriale della Fondazione Rossellini Carlo Macchitella, all’amministratore delegato di Cinecittà Luce Luciano Sovena e al regista Giuliano Montaldo. In platea, anche il direttore generale di Rai Cinema Paolo Del Brocco.
Il progetto, che rappresenta un importante intervento di riqualificazione urbana, comprende tre sale cinema da 1200, 600 e 300 posti, una sala Imax da 400 posti, due sale convegni da 400 e 150 posti, la biblioteca, una cineteca on line, un luogo della memoria, ristorante e bar, per un totale di 30/40mila mq, su cinque cinque livelli (con parcheggio).
«Pensiamo a strutture permanenti culturali e non commerciali, per ospitare grandi eventi», afferma Carducci, che non annuncia le cifre del budget (ma cita, come riferimenti, il Maxxi e l'Auditorium - Parco della Musica) e aggiunge: «Subito dopo le elezioni, apriremo un tavolo per discutere con gli enti pubblici, le istituzioni, le fondazioni e anche i broadcasters». Come spiega poi Gesualdi, «Coinvolgeremo, tra gli altri, il Ministero, Cinecittà Luce, l'Anica e la Cineteca Nazionale. La Città del Cinema può diventare un polo culturale per Roma e la provincia, per proseguire nel lavoro, iniziato qualche anno fa, di sviluppo del litorale», dove sono già stati realizzati il Cineland e il Parco Leonardo. La struttura è stata pensata per ospitare, ad esempio, rassegne, convegni e festival, ma come sottolinea Gesualdi, «Per adesso non si spostano né il Festival del Film né quello della fiction. E’ ancora troppo presto, mancano infrastrutture, alberghi e collegamenti rapidi con Roma». Se Giuliano Montaldo ha detto di essere «esaltato per quest’iniziativa», apprezzando soprattuto «l’idea del luogo della memoria», Sovena ha infine lanciato una proposta: «In questo spazio potrebbe trovare posto anche il mercato, che in Italia manca e del quale il nostro cinema ha bisogno».