24/05/2013
 
speciali    le altre news    contatti    home
 
  Paolo Sorrentino a ‘Figli e amanti’, con Roma di Fellini
 
 
 
  Torino, 17 novembre - «Fellini mi piace quasi tutto, da Giulietta degli spiriti a 8 ½ a La dolce vita, ma Roma è proprio il film che vorrei fare. Non ha una storia né un protagonista, mostra tanti personaggi e ognuno, comparse comprese, potrebbe dar vita a una trama. È un film libero, quasi una serie di cortometraggi messi uno accanto all'altro»: Paolo Sorrentino racconta così la sua passione per la pellicola di Federico Fellini che ha scelto di portare e commentare al Torino FF, nell’ambito della sezione ‘Figli e amanti’, rispondendo alle domande di Emanuela Martini e Gianni Volpi. Il regista ammira molto il Maestro riminese, ma non si sente un ‘felliniano’: «Mi piacerebbe esserlo, ma i suoi atteggiamenti spregiudicati credo siano quasi impossibili nella situazione asfittica che vive il nostro cinema. Di lui mi piace la vanità nell'esibire la regia, il non prendersi sul serio e l'ironia che ne fa il vero rappresentante della commedia all'italiana». Il primo ricordo legato alle sue opere riguarda Il bidone, mentre la folgorazione è avvenuta con Amarcord e di Fellini Sorrentino sottolinea poi un aspetto: «Aveva una grande capacità di vedere la realtà, i suoi mondi sono tutti possibili. Ad esempio ne La Dolce vita riesce a cogliere il vuoto che ci circonda e che oggi si ripresenta, ma che è più complicato rappresentare nel nostro presente». Per il regista de Il Divo, Fellini raccontava la decadenza che nella storia italiana è una costante e «trovava squarci di bellezza nello squallore. Il suo successo stratosferico un po' mi sorprende perché toccava cose rischiose, ma lo faceva in modo geniale».
Sorrentino ha parlato a lungo di Fellini, ma affatto del suo prossimo film, This must be the place, interpretato da Toni Servillo e da Sean Penn, scritto insieme ad Umberto Contarello e incentrato su una rock star che cerca l'aguzzino nazista di suo padre. Il regista non anticipa nulla, ma lavorerà con Penn nei primi mesi del 2010.

Tra gli altri protagonisti di ‘Figli e amanti’, Marco Bellocchio presenta Giuseppe Verdi di Carmine Gallone, Matteo Garrone Io la conoscevo bene di Pietrangeli, Gianni Zanasi La nuit américaine di Truffaut, Mario Martone Recordacoes da Casa Amarela di Monteiro e Davide Ferrario Le procès/The trial di Welles.