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Al via il Torino FF. L’Italia torna in concorso
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Nell'anno del debutto di Gianni Amelio, in gara La bocca del lupo di Pietro Marcello e Santina di Gioberto Pignatelli. In programma, 254 titoli. |
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Roma, 13 novembre (Francesca Palmieri) – Con l’Italia che torna in concorso dopo tre anni di assenza, con due film, debutta il Festival di Torino, giunto alla 27.ma edizione (in programma fino al 21 novembre), che propone 254 titoli. Come ha sottolineato il nuovo direttore artistico Gianni Amelio, «Il festival ha un'identità molto riconoscibile e radicata e non si confonde con nessun altro e ringrazio Nanni Moretti per la visibilità che gli ha dato negli ultimi due anni. Il mio approccio sarà da spettatore appassionato. Voglio allargare la visione del festival, non legata solo ai miei gusti come regista. Ho visto 600 film su 3500 e sono contento della scelta dei 16 in gara». Tra questi, provenienti da tredici paesi e valutati da una giuria presieduta dallo sceneggiatore Sandro Petraglia, Pietro Marcello firma la sua opera seconda La bocca del lupo (il suo esordio Il passaggio della linea fu segnalato dal Sngci per i Premi Pasinetti 2007), storia d’amore a metà strada tra documentario e poema visivo, sullo sfondo di Genova, mentre Gioberto Pignatelli, con Santina, si ispira ad alcune pagine del romanzo ‘La storia’ di Elsa Morante per raccontare la cronaca dell’omicidio di una prostituta da parte del suo giovane amante e sfruttatore. Tra gli altri titoli (tutte opere prime e seconde, più una terza opera che è la commedia francese Le roi de l’évasion di Alain Guiraudie), Adàs Transmission di Roland Vranik (Ungheria), Baseco Bakal Boys di Ralston Jover (Filippine), Chi l'ha visto di Claudia Rorarius (Germania), Crackie di Sherry White (Canada), Get Low di Aaron Schneider (Usa), Guy and madeline on a Park Bench di Damien Chazelle (Usa), Medalia de Onoere Medal of Honor di Calin Netzer (Romania), La Nana the Maid di Sebastián Silva (Cile), Nord di Rune Denstad Langlo (Norvegia), Torso di Yamazaki Yutaka (Giappone), Van Diemen's Land di Jonathan auf der Heide (Australia), You wont miss me di Ry Russo-Young (Usa) e Zha Lai Nuo Er Jalainur di Zhao Ye (Cina). Pellicola d’apertura è Nowhere Boy dell’artista visiva americana Sam Taylor Wood, sull’adolescenza e le prime vocazioni di John Lennon e Paul McCartney, proiettato nella sezione fuori concorso ‘Festa mobile’, che prende in prestito il titolo da Ernest Hemingway e spazia da un genere cinematografico all’altro, dal dramma alla commedia, dall’horror al musical, con due sottosezioni: ‘Figure nel paesaggio’, dedicata ai film di finzione, e ‘Paesaggio con figure’, che propone documentari. In programma, l’attesa anteprima di Tetro - segreti di famiglia di Francis Ford Coppola (in sala con la Bim dal 20 novembre), che presenta anche Rumble Fish (1983) e Scarpette rosse di Powell e Pressburger (1948), tra i suoi classici più amati. Inoltre, per la sua casa di produzione Zoetrope, il regista riceve il Gran Premio Torino, ideato quest’anno da Amelio, che va anche ad Emir Kusturica, che accompagna la versione integrale di quasi sette ore - inedita in Italia - di Underground. Tra le altre anteprime, The Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson, gioiello di animazione stop-motion con le voci di George Clooney, Meryl Streep, Bill Murray, Adrien Brody e Owen Wilson, Le refuge di Francois Ozon, con Isabelle Carrè, e Non ma fille, tu n'iras pas dancer di Christophe Honoré, con Chiara Mastroianni. Il tedesco Lulu & Jimi di Oskar Roehler è stato selezionato invece come film di chiusura e in questa sezione trovano poi posto pellicole applaudite ad altri festival come Gigante di Adriàn Biniez, Orso d’Argento all’ultima Berlinale da cui viene anche Welcome di Philippe Lioret, mentre Kinatay di Brillante Mendoza arriva dopo il passaggio a Cannes. Ma non mancano gli italiani, rappresentati da La cosa giusta di Marco Campogiani, con Ennio Fantastichini e Paolo Briguglia (prossimamente in uscita con Cinecittà Luce), il thriller La bella gente di Ivano De Matteo, con Monica Guerritore, Antonio Catania ed Elio Germano, La straniera di Marco Turco, una storia d'immigrazione tratta dal romanzo dell'iracheno Younis Tawfik, e Come mio padre di Stefano Mordini, documentario sul rapporto tra padri e figli. Il rapporto tra alcuni registi e il film che li ha portati a fare questo mestiere, come un colpo di fulmine, è invece al centro di ‘Figli e amanti’: Paolo Sorrentino presenta Roma di Fellini, Marco Bellocchio Giuseppe Verdi di Carmine Gallone, Matteo Garrone Io la conoscevo bene di Pietrangeli, Gianni Zanasi La nuit américaine di Truffaut, Mario Martone Recordacoes da Casa Amarela di Monteiro e Davide Ferrario Le procès/The trial di Welles. Tra le altre sezioni, ‘Italiana.doc’ e ‘Italiana.corti’ sono dedicate rispettivamente ai documentari e ai cortometraggi italiani; ‘Rapporto confidenziale’ ha per protagonista il regista danese Nicolas Winding Refn; ‘Onde’ propone le derive più inattese del cinema, con opere sperimentali e di ricerca di registi come il belga Nicolas Provost e l’americano Ken Jacobs, a Torino anche con il 3D Anaglyph Tom; le retrospettive celebrano il giapponese Nagisa Oshima e il regista di Gioventù Bruciata Nicholas Ray; ‘Spazio Torino’ è un concorso per i cortometraggi realizzati in Piemonte; ‘Cinema e Cinemi’ unisce eventi del cinema del passato e quelli del presente. A completare il ricco calendario, l’omaggio a Mario Monicelli e al suo Risate di gioia (1960), proiettato in una copia restaurata dalla Cineteca di Bologna. E dal 15 al 17 novembre, a Torino, per il secondo anno approda il TorinoFilmLab, nato nel marzo 2008 per volontà del direttore del Museo del Cinema Alberto Barbera, laboratorio internazionale che sostiene i talenti emergenti di tutto il mondo che lavorano al primo o secondo lungometraggio, attraverso attività di Training, Development e Funding. Quest’anno sono coinvolti 120 professionisti tra sceneggiatori/registi, produttori e venditori internazionali e un milione e 140mila è il budget che andrà ai migliori progetti. Lo scorsa edizione, ne sono stati realizzati cinque, compreso l'italiano Le quattro volte di Michelangelo Frammartino (in fase di post-produzione).
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