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Commedia e nozze all’italiana in Oggi sposi di Luca Lucini |
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«Vogliamo rendere attuale un genere così nostro come la commedia, con una scrittura forte e attori bravi», dice il regista, al Festival di Roma, fuori concorso. |
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Roma, 20 ottobre (Fr. Palm.) – E’ il giorno della commedia, al Festival di Roma: fuori concorso, in anteprima, Luca Lucini ha portato Oggi sposi, storia corale firmata dagli affiatati Fausto Brizzi e Marco Martani, con la new entry Fabio Bonifacci, con quattro coppie alla prese con il fatidico ‘sì’, tra matrimoni d’interesse, per vero amore, coppie di diverse culture ed unioni senza sentimento che riempiono le copertine dei giornali di gossip. Tanti i personaggi e quindi gli interpreti del film, prodotto da Cattleya e Universal, in uscita venerdi 23 ottobre in 400 copie: un poliziotto (Luca Argentero) che vuole sposare la figlia (Moran Atias) di un ambasciatore indiano (Hassani Shapi) e dovrà convincere i suoi genitori (Michele Placido e Lunetta Savino), contadini pugliesi, ad andare d’accordo con la sua famiglia e acconsentire al rito Indù; un magistrato (Filippo Nigro) che pensa solo al lavoro e non ha mai avuto una vita privata, che si innamora della giovane massaggiatrice (Carolina Crescentini) che sta per sposare suo padre (Renato Pozzetto); una coppia di precari (Isabella Ragonese e Dario Bandiera), in attesa di un figlio, che decide di convolare a nozze senza spendere soldi, ‘imbucandosi’ al matrimonio Vip tra una soubrette televisiva (Gabriella Pession), che disperatamente cerca di continuare la sua carriera in crisi, e un magnate della finanza (Francesco Montanari) coinvolto in affari loschi. «Vogliamo rendere attuale un genere così nostro come la commedia», spiega il regista. «Per farlo, abbiamo usato una scrittura forte e la recitazione di attori molto bravi, che sono andati sopra le righe, mettendo la propria personalità». Nessun riferimento ai ‘cinepanettoni’ natalizi ma piuttosto, dice Lucini, «a pellicole come A qualcuno piace caldo, Brutti, sporchi e cattivi e Sedotta e abbandonata, in cui i personaggi non diventano mai delle macchiette perché ci sono attori validi e buoni scrittori». Per Brizzi, che ha definito questo lavoro «una vacanza», «il punto di forza per ricreare una moderna commedia all’italiana è proprio l’interscambio tra gli autori. Con Martani, con cui collaboro da tanto tempo, e con Bonifacci che ha dato nuova linfa, abbiamo sceneggiato un film puramente comico, senza volgarità». Tra gli interpreti, per Argentero si tratta del secondo film con Lucini, dopo Solo un padre: «Se ci fosse un accordo per lavorare sempre con lui, lo firmerei – afferma – La migliore aria sul set l’ho respirata con Luca, che è capace di cimentarsi in storie diverse, saltando dal dramma alla commedia». E su Michele Placido che ha incontrato prima come regista, poi come collega, racconta sorridendo: «Sapevo di avere una scena in cui lo mando ‘a quel paese’, che ho vissuto con molto trasporto. Dopo tanti mesi di riprese, è stato catartico». Del rapporto con Pozzetto, invece, Nigro ha detto: «Ho visto tutti i suoi film degli anni ’80-’90, all’inizio non sapevo come rompere il ghiaccio ma poi gli ho citato una frase di Mia moglie è una strega», mentre la Crescentini scherza dicendo di essersi «sentita fiera di aver baciato Pozzetto!». «E io allora dovrei meritare un premio solo perché ho lavorato con Bandiera e dovuto pure far finta di amarlo alla follia», interviene la Ragonese. Infine, per il suo ruolo, la Pession dichiara che «non è stato difficile trovare uno spunto, con il panorama femminile omologato di oggi. Questo tipo di femminilità mi fa tristezza, ma a dire il vero anche un pò tenerezza».
Durante la conferenza stampa, un momento di polemica ha riguardato il personaggio del magistrato, interpretato da Filippo Nigro. C’è forse un riferimento alla realtà italiana? «Dietro un film c’è un film, e basta. Per fortuna un paese non è legato solo alla politica, altrimenti noi, in questo periodo, ci saremmo tutti suicidati – risponde Riccardo Tozzi, produttore di Cattleya – Il film mostra un pm integerrimo, che si sposa pure una bella ragazza…che altro può volere la magistratura?».
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